Immaginativa

Progetti per l'Economia Creativa

Le necessità dello sviluppo ‘creativo’ aprile 6, 2010

Filed under: Uncategorized — claudio calveri @ 10:56 pm

Le necessità dello sviluppo ‘creativo’
Analisi del documento ‘Business Innovation Support Services for Creative Industries’ (Studio preparato per la sezione Industria ed Impresa della Commissione Europea) realizzato dal KEA Affairs del febbraio 2010.
Le parole chiave
“Risorse low cost”
Il settore delle industrie creative – che si articola principalmente in un panorama di PMI – non sviluppa strategie di lungo periodo per vulnerabilità finanziaria, per cui va valorizzato l’elemento immateriale (conoscenza, comunicazione, creatività)
“Ecosistema creativo”
La creazione di cluster nei quali converga un sistema di imprese dialoganti e capaci di generare flussi di affari ed attenzione aiuta a superare i limiti intrinseci delle PMI, spesso confinati nell’ambito locale dalla lingua di riferimento e da lacune per la cultura (d’impresa)
“Evoluzione digitale”
È lo strumento che può consentire alle PMI di scoprire, esplorare e frequentare nuove aree di mercato
“Diritti creativi”
È necessario implementare la conoscenza dei meccanismi e dei confini del diritto d’autore
“Diversità caratterizzante”
Importante la specifica vocazione delle singole aziende nel panorama delle industrie creative. L’intervento deve essere calibrato sulle specificità e non generalizzato.
“Prodotto esperienziale”
La odierna tendenza alla ricerca di servizi più che di beni, ad una fruizione più emozionale, estetica e funzionale a bisogni profondi, apre prospettive per le PMI capaci di interpretare le nicchie (svolgendo anche la funzione di test-market per ampliamento su larga scala dei meccanismi)

Strumenti di trasferimento della conoscenza creativa e multidisciplinarietà:

  • Sviluppo della figura del creative broker, che sia in grado di mediare e proporre i contenuti e le competenze delle PMI creative in servizi basati sulla creatività funzionali e fruibili in altri ambiti produttivi (non creativi)
  • Il clustering tra artisti facilita la elaborazione di prodotti innovativi ed alimenta la utilizzazione degli strumenti tecnologici per la loro diffusione
  • Promuovere i creative business incubator per la condivisione dei costi di esercizio delle PMI creative e della circolazione delle informazioni (oltre che per consentire agli studenti di intraprendere i primi passi nel settore in una dimensione ‘protetta’)

Per leggere l’intero documento cliccare QUI.

Claudio Calveri

 

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